Condividi la bellezza dei fiori

Nel 1600, in Olanda, si diffuse una vera e propria mania, euforica e, da un certo momento in poi, incontrollabile per il fiore di tulipano. Prima del suo arrivo in terra fiamminga, infatti, le case erano arredate con quadri raffiguranti scene domestiche e della vita per le strade del mercato, ritratti di famiglia, paesaggi tipici olandesi. Con l’introduzione dei tulipani, le opere pittoriche più richieste diventarono ben presto le nature morte con rigogliosi e colorati tulipani che si mescolavano ad altri fiori esotici in mezzo a fiori di campo e piante locali. I giardini, che erano uno dei maggiori simboli di potere e di status sociale della facoltosa borghesia, si popolarono di tulipani, come se fossero gioielli dai magnifici colori e dalla bellezza incomparabile, da sfoggiare in aiuole lussureggianti. Il desiderio di possedere il tulipano più raro e prezioso, più originale e insolito, più favoloso e ammirato divenne sempre più forte e crebbe fino a diventare per i rappresentanti della borghesia una vera e propria gara all’acquisto. Fu una sfida all’ultimo colpo che terminò col primo crack finanziario della storia economica. L’amore per i tulipani non venne però mai meno e i fioristi continuarono a coltivarli e perfezionarli, sia per il mercato interno che per quello estero.

Ma la tulipomania fu solo olandese?

La vicenda olandese è passata alla storia. Ma… la mania, questa frenesia smisurata, quest’ebbrezza travolgente per i tulipani fu solo olandese? Ebbene, la tulipomania non fu solo olandese. Anzi, furono le dame francesi le prime ad adornare la scollatura dei loro abiti con i tulipani, imitate solo in un momento successivo dalle olandesi. Inoltre, diversi uomini d’affari francesi, intuita la facilità di guadagno che gli scambi di bulbi di tulipano promettevano e assetati dal profitto, entrarono nel mercato dei bulbi olandese, dando un’ulteriore spinta, esogena, ai prezzi. 

Quasi due secoli dopo, la tulipomania arriva nell’Inghilterra dell’Ottocento, dove il prezzo di un singolo bulbo arrivò a costare quindici ghinee, una somma che garantiva a un lavoratore e alla sua famiglia cibo, vestiti e alloggio per sei mesi. I tulipani erano stati introdotti in Inghilterra nel 1577 ma la loro coltivazione divenne infatti popolare in età vittoriana. Molte città avevano istituito una società del tulipano specializzata nella crescita del fiore e nell’allestimento di mostre. The National Tulip Society fu fondata nel 1849. A inizio del Novecento, le società dedicate al tulipano entrarono in declino. Di queste è però sopravvissuta ed esiste ancor oggi la Wakefield and North of England Tulip Society, fondata nel 1835 e all’epoca composta principalmente da calzolai. La società conserva molto materiale storico e continua con esposizioni e fiere.

Molti dei coltivatori inglesi di tulipani erano artigiani e operai dell’era della rivoluzione industriale. Crescevano i tulipani in piccoli orti, ricavando spazi nei terreni incolti e nei loro minuscoli giardini sul retro delle case. Alcune varietà vittoriane famose furono create da questi umili floricoltori, come il ferroviere Tom Storer, che cresceva i tulipani sui terrapieni lungo la ferrovia di Derby. È incredibile come in un posto tanto impervio, in mezzo alla cenere e alla fuliggine e al rumore del traffico ferroviario sia cresciuto il più bello dei tulipani. Sam Barlow, direttore di un opificio per la sbiancatura dei tessuti nella vicina Castleton, vissuto tra il 1825 e il 1893, diede vita alla più grande collezione di tulipani inglesi, che fu raccolta e custodita da giardinieri devoti, che continuarono a coltivare e riprodurre quegli esemplari, che ancor oggi sono esposti alla Wakefield and North of England Tulip Society.

Quella inglese fu solo per un breve periodo una mania di tipo economico e non raggiunse, comunque, i livelli olandesi. Fu soprattutto un grande e umile amore per dei fiori bellissimi, pieni di incanto, fascino e profumo di fiaba.

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